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Tracciabilità delle carni

Ogni quarto e ogni pezzo di carne bovina Bovillage possono essere identificati in ogni singola tappa di trasformazione

Tracciabilità delle carni

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Ogni quarto e ogni pezzo di carne possono essere identificati in ogni singola tappa di trasformazione della carcassa. L’animale rimane quindi sempre identificato, dal pascolo al supermercato.

Questo sistema, generalizzato da Interbev, l’Associazione francese del bestiame e delle carni, permette il trasferimento senza interruzioni dall’allevamento alla catena di distribuzione delle informazioni obbligatorie e facoltative rivolte al consumatore per informarlo e garantire la sua sicurezza alimentare. La procedura di tracciabilità si basa sul sistema di identificazione che dota gli animali di un vero e proprio passaporto personale senza il quale non possono circolare.

Al suo arrivo nello stabilimento di macellazione, il vitellone Bovillage deve obbligatoriamente essere accompagnato dal suo passaporto, recante un numero di identificazione, corrispondentemente al quale sulla carcassa viene apposto con inchiostro alimentare un numero specifico di macellazione, riportato anche su ogni quarto.

Se in uno stesso giorno vengono trasformati più quarti provenienti da capi Bovillage diversi che rispondono alle stesse caratteristiche, viene creato un numero di lotto per assicurare la corrispondenza tra i quarti e le porzionature ricavate dai quarti.

Il numero di lotto sarà riportato sulla fattura trasmessa al punto vendita unitamente alla carne confezionata per la vendita. Ogni confezione di carne bovina Bovillage è quindi sempre identificata con precisione.

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Nell’ottica dei poteri pubblici la rintracciabilità è uno strumento che consente di contribuire alla sicurezza alimentare dei prodotti e presenta, altresì, numerosi vantaggi per la filiera in generale.

La comunicazione relativa al processo, la cui responsabilità spetta agli operatori, consente di valorizzare la filiera nei confronti del grande pubblico. E’ anche uno strumento atto a tranquillizzare il consumatore in quanto fornisce informazioni a garanzia dei processi produttivi (produzione biologica, tipo di mangimi utilizzati, ecc.) e della conformità rispetto a capitolati in cui sono riportate le caratteristiche intrinseche (qualità organolettiche, ad esempio) o le caratteristiche estrinseche (rispetto ambientale o del benessere animale) del prodotto. E’, infine, uno strumento di segmentazione del mercato perché consente di giustificare ogni informazione fornita.

La rintracciabilità è sicuramente, per gli operatori, un processo costoso anche se, molto rapidamente, si è trasformata in un elemento cardine della strategia aziendale (prevenzione e gestione delle crisi). Molti operatori, tra l’altro, ne hanno individuato nuove modalità applicative (estensione, ad esempio, del processo alla rintracciabilità dei materiali di consumo).

Fonte CIV

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